Viaggiare da persone trans*: le destinazioni dove sentirsi davvero al sicuro

Pubblicità Banner Billboard

Per una persona trans o non binaria, organizzare un viaggio significa spesso fare qualche ricerca in più rispetto alla maggior parte delle persone. Prima ancora di scegliere una meta, è normale chiedersi quanto quel Paese sia realmente sicuro, se i propri diritti saranno tutelati e se il viaggio non si trasformerà in una continua spiegazione della propria identità.

I controlli dei documenti, ad esempio, possono già creare qualche difficoltà quando l’aspetto della persona non corrisponde più alla fotografia o ai dati presenti sul documento. Come evidenziato da Costanza-Chock in Design Justice nei viaggi intercontinentali si aggiunge poi un altro elemento da considerare: alcuni aeroporti utilizzano body scanner che, in casi specifici, possono segnalare come “anomale” caratteristiche corporee non conformi ai parametri binari con cui questi sistemi sono stati progettati, rendendo necessari controlli aggiuntivi, spesso invasivi. Non è un’esperienza che riguarda tutti gli aeroporti o tutte le persone trans, ma è un aspetto di cui è bene essere consapevoli prima della partenza.

Fortunatamente esistono paesi che negli ultimi anni hanno investito non solo in una legislazione più avanzata, ma anche nella formazione del settore turistico e nel dare sempre più visibilità alla comunità trans*. Sono destinazioni dove è più facile trovare strutture ricettive attente all’accessibilità, eventi transfemministi, associazioni di riferimento e un clima sociale generalmente più accogliente.

Tra queste spicca sicuramente la Spagna, oggi uno dei paesi europei più avanzati per i diritti delle persone trans*. Città come Madrid, Barcellona e Valencia offrono una ricca offerta culturale dedicata alla comunità queer. Anche nei Paesi Baschi abbiamo programmi come Queer Destinations che ha coinvolto decine di strutture ricettive e operatori turistici in percorsi di formazione sull’accoglienza delle persone LGBTQ+.

Pubblicità Banner MPU

Anche Malta e Islanda sono molto in alto nella Europe Rainbow Map del 2026. Entrambi i paesi hanno introdotto importanti tutele per le persone trans*. Reykjavík, in particolare, è spesso citata come una delle città europee dove è più semplice vivere la propria identità senza sentirsi costantemente osservati.

Negli ultimi anni anche Belgio e Portogallo hanno consolidato la propria reputazione come destinazioni accoglienti. Bruxelles, Gand e Anversa ospitano comunità transgender e transfemministe molto attive. Anche Lisbona si è affermata come una meta sempre più apprezzata grazie a una scena queer vivace e a un contesto generalmente inclusivo, pur rimanendo un paese da monitorare per l’evoluzione del dibattito politico sui diritti trans*.

Se si viaggia fuori dall’Europa è utile preparare con attenzione la documentazione. Oltre a verificare le normative del Paese di destinazione, può essere d’aiuto richiedere al proprio centro di riferimento o alla/allo psicologə una dichiarazione in inglese che attesti il percorso di affermazione di genere e l’identità con cui si desidera essere chiamatə. Se si segue una terapia ormonale, è consigliabile portare con sé anche una traduzione del piano terapeutico o della prescrizione medica, così da evitare eventuali difficoltà durante i controlli aeroportuali o nel trasporto dei farmaci.

Tra le destinazioni extraeuropee, Canada e Nuova Zelanda si distinguono per le solide tutele verso la nostra comunità. Nelle principali città è inoltre facile trovare associazioni, centri comunitari e una rete di servizi che rappresentano un importante punto di riferimento anche per chi è semplicemente in viaggio. Pur con differenze tra le varie aree del paese, entrambe le destinazioni restano tra le più affidabili per chi desidera affrontare un viaggio intercontinentale con maggiore serenità.

Pubblicità Banner MPU

Naturalmente nessun luogo può garantire un’esperienza completamente priva di episodi discriminatori. Tuttavia scegliere una destinazione che investe nei nostri diritti, nella formazione del settore turistico e nella visibilità della comunità trans può fare una grande differenza.

(in copertina immagine ©Daniela Noel)

 
Pubblicità Banner Large Leaderboard
Leggi anche
Pubblicità Banner Large Leaderboard