Coppa d’Africa 2025: “meno stadi più ospedali”, tra storia e rivendicazione nazionale

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Il 21 dicembre 2025 è ufficialmente iniziata la 35esima edizione del torneo continentale di calcio Coppa d’Africa delle Nazioni (AFCON), ospitata dal Marocco. La competizione andrà avanti fino al 18 gennaio 2026 e vedrà scendere in campo 24 nazionali africane che non solo lottano per il titolo, ma portano con sé rivendicazione e identità. 

Infatti, fin dalla sua prima edizione nel 1957, il torneo è stato un potente palcoscenico dove si sono intrecciate politica, identità e costruzione nazionale in un continente attraversato dalle lotte per l’indipendenza per diversi paesi. 

Il torneo, dunque, si trasformò presto in un simbolo anticolonialista: davanti alle nazioni europee che dominavano il calcio mondiale, gli Stati africani si presentarono con una voce propria e un riconoscimento globale, e diversi leader nazionali ne compresero il potenziale come strumento di unità nazionale, così crearono diverse strutture sportive nazionali. Uno dei momenti più potenti nella storia dell’AFCON fu quando, nel 1996, il Sudafrica post-apartheid non solo ospitò il torneo, ma lo vinse anche. La celebre immagine di Nelson Mandela che consegna la Coppa è diventata infatti una delle icone del paese. Quella vittoria fu percepita infatti come la metafora della liberazione e il simbolo di unione di un popolo.

Oggi, però, l’AFCON si trova in una posizione ambivalente: se da un lato rimane un simbolo di unità e rivendicazione nazionale, dall’altro si è trasformata in un grande spettacolo capitalistico. In Marocco, paese ospitante di questa edizione, tale contraddizione ha innescato proteste contro il governo da parte della popolazione, specialmente tra i più giovani. A fronte degli enormi investimenti in stadi, hotel ed infrastrutture (spesso abbandonate dopo il torneo) il popolo ha gridato all’unisono “meno stadi, più ospedali”, sottolineando quindi i bisogni fondamentali per il popolo.
 
La protesta marocchina mette in luce il paradosso: mentre il torneo viene celebrato come vetrina di orgoglio nazionale e strumento di coesione, esso può diventare anche una macchina di spettacolo e consumo, lontana dalle esigenze quotidiane della popolazione. L’AFCON, così, continua a incarnare una duplice funzione: capace di unire e rappresentare l’Africa sul piano simbolico, ma al tempo stesso strumento di interessi economici e politici che possono distaccarsi dalle realtà locali.

(in copertina immagine CC BY-SA 4.0 Mahnur Hossain) 

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