Enes Hocaoğullari, 23 anni, il 5 agosto 2025 è stato arrestato all’aeroporto di Ankara. La sua colpa? aver denunciato senza censure le gravi violazioni dei diritti umani in Turchia.
Enes è un attivista LGBTQ+ e difensore dei diritti umani. È delegato della gioventù turca al Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa. Da anni lotta anche contro Orbán e il suo sostegno al regime di Putin.
Tutto è nato quando ha preso la parola al congresso del Consiglio d’Europa dove era delegato. Nel suo discorso ha avuto il coraggio di denunciare, davanti all’Europa intera, le violenze della polizia turca contro i giovani manifestanti, la rimozione forzata dei sindaci democraticamente eletti e la lenta ma inesorabile erosione dello stato di diritto in Turchia.
Ha anche condannato pubblicamente le perquisizioni corporali umilianti inflitte ai manifestanti durante le proteste del 19 marzo, denunciando l’uso sistematico della violenza e dell’intimidazione da parte dello Stato turco nei confronti della gioventù dissidente. Nel suo discorso, Enes ha raccontato infine le repressioni subite da centinaia di giovani, arrestati per aver manifestato pacificamente contro il governo e contro la detenzione del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu.
Contro Enes si è scatenata una vera e propria macchina del fango, dal etichettarlo come traditore all’attaccarlo poi per la sua identità LGBTI+. Lo hanno anche minacciato.
Enes Hocaoğullari oggi è in carcere in arresto preventivo
L’indagine che ha portato al suo arresto è stata avviata dalla Sezione Antiterrorismo della Procura di Istanbul, con l’accusa di “diffusione pubblica di informazioni fuorvianti“. Questo è un articolo di legge vago e pericoloso, usato sempre più spesso per imbavagliare le voci scomode della Turchia.
L’arresto di Enes è parte di una strategia intimidatoria più ampia di smantellamento dello stato di diritto.


