La Sardegna torna al centro del dibattito nazionale su guerra, industria bellica e rapporti con Israele. A riaccendere i riflettori sulla vicenda sono stati due distinti comunicati di Sinistra Italiana (AVS), che collegano la presenza di militari riservisti israeliani nell’isola e il contestato ampliamento degli impianti RWM di Domusnovas a una più ampia critica contro la militarizzazione del territorio sardo.
Il primo intervento riguarda l’arrivo in Sardegna, all’aeroporto di Cagliari Elmas, di truppe israeliane in licenza. Secondo AVS, si tratta di una presenza “non gradita” alla luce delle accuse internazionali rivolte al governo di Netanyahu per le operazioni militari a Gaza e nel sud del Libano. Nel comunicato si denuncia apertamente il silenzio del governo italiano sulle presunte violazioni del diritto internazionale e critica la continuità della cooperazione economica e militare tra Italia e Israele, criticando anche la produzione di ordigni da parte della RWM Italia. Da qui il sostegno alla manifestazione “Insieme operatori di pace”, organizzata a Cagliari il 4 Giugno per chiedere un impegno concreto contro l’escalation dei conflitti.
Parallelamente, Sinistra Italiana ha ribadito la propria opposizione all’annuncio del raddoppio della fabbrica RWM di Domusnovas, definendo il progetto incompatibile con il futuro economico e sociale dell’isola. Qui non si parla solo di “natura neocoloniale” della gestione governativa ma si invita, soprattutto, la Regione Sardegna a schierarsi apertamente con i movimenti ambientalisti e pacifisti che chiedono la riconversione industriale del sito.
Due temi distinti, ma legati da una stessa visione politica: quella di una Sardegna che rifiuta di essere piattaforma militare del Mediterraneo e rivendica invece un modello fondato sul lavoro, sui diritti sociali e sulla cooperazione internazionale.
(in copertina forze israeliane a Gaza luglio 2025 CC BY-SA 3.0 IDF Spokesperson’s Unit)


