Da venerdì 7 a domenica 9 novembre 2025, Pisa è diventata la città cardine per il Federalismo Europeo. Si è svolto infatti il XXVII Congresso nazionale della Gioventù Federalista Europea (GFE), un appuntamento che ha riunito delegati e delegate da tutta Italia per tracciare la linea politica dell’organizzazione e rinnovare i propri organi dirigenti.
Un Congresso dal titolo evocativo: “La via da percorrere. Il coraggio per smuovere l’Europa”. Questo non è solo un monito interno di discussione, ma un messaggio politico forte in un tempo in cui l’Europa appare nuovamente fragile, attraversata da crisi internazionali, guerre alle porte e un crescente senso di disillusione tra i cittadini.
La nuova Direzione nazionale della GFE
A guidare la nuova segreteria della Gioventù Federalista Europea sarà Amanda Ribichini, eletta Segretaria Generale, Federico Ammirabile (Presidente) e Maria Gabriella Taboga (Tesoriera). Una direzione che nasce con un chiaro obiettivo: rilanciare il sogno federalista, trasformandolo in un progetto politico concreto e credibile. Nel nuovo Ufficio di Segreteria e nella Direzione Nazionale si riflette la pluralità di competenze e visioni di una generazione che vuole costruire un’Europa unita non solo nei valori, ma anche nelle istituzioni.
Congresso GFE 2025. Come si è svolto
Il Congresso si è aperto con un panel dedicato alle teorie della guerra e della pace nel mondo contemporaneo. Un tema che risuona con forza in un’Europa tornata a confrontarsi con la logica dei blocchi e dei conflitti. Tra gli interventi, quelli dei professori Lucio Levi, Tommaso Greco e Michele Finelli, che hanno sottolineato la necessità di una politica estera e di difesa comune in grado di garantire la pace e la sicurezza del continente senza dipendere dagli equilibri globali.
Secondo panel
Il secondo panel, dal titolo “Più vie all’Europa?”, ha messo a confronto giovani rappresentanti di tutte le principali forze politiche italiane. Un momento raro di dialogo trasversale, dove differenze ideologiche e prospettive diverse si sono confrontate su un terreno comune: il destino dell’Unione Europea. Dal dibattito è emersa una verità condivisa, ovvero che l’Europa deve decidere chi vuole essere e come affrontare le sfide del XXI secolo.
Tra i saluti istituzionali, quelli di figure storiche e internazionali del Movimento Federalista Europeo: Roberto Castaldi, Pier Virgilio Dastoli, Brando Benifei, Antonio Argenziano e molti altri tra cui la Vice Presidente del Parlamento Europeo Pina Picierno. È stato un momento di continuità, ma anche di passaggio di testimone: perché il federalismo non è solo un’idea nata nel dopoguerra, è una visione che si rinnova ogni volta che una nuova generazione decide di farla propria.
Terzo panel
Il terzo panel, “Missione 2041: percorrere la via dell’Europa”, ha dato voce a una rete di associazioni giovanili europeiste e civiche — da Erasmus Student Network a Legambiente, da UIL Giovani a One Hour for Europe. Tutte quante condividono una convinzione: l’Europa non si costruisce nei palazzi, ma nella società civile, nella formazione, nel volontariato, nella partecipazione.
Quarto panel
Il quarto e ultimo panel ha visto protagoniste le sezioni internazionali della Young European Federalists (JEF), con interventi da Germania, Francia, Romania e Israele e Palestina. Una testimonianza concreta di come il federalismo sia un linguaggio politico globale, capace di unire giovani da contesti diversi intorno a un progetto comune di libertà, pace e democrazia. Nel corso dei lavori è stata approvata la Mozione di Politica Generale, che fissa la linea della GFE fino al 2027, e un documento organizzativo che ne definisce la strategia interna. Ma al di là dei documenti, ciò che rimane impresso è lo spirito che ha animato il Congresso: quello di una generazione che non ha paura di chiedere di più all’Europa.
In un mondo di divisioni un’Europa che si unisce
In un tempo in cui il mondo sembra cedere alla paura e alla chiusura, la GFE ci ricorda che l’unico modo per difendere l’Europa è completarla. Come disse Mario Draghi in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente, “Whatever it takes”. È un’espressione che oggi trova nuova vita nelle parole e nei gesti di questi giovani federalisti: fare tutto ciò che serve per salvare non una moneta, ma un’idea di civiltà.
Il motto, “Simply a generation ahead”, ci guida verso il futuro e ci invita a guardare all’Europa con responsabilità. Questa non è una dichiarazione di superiorità, ma esprime una visione ben precisa. Significa avere il coraggio di guardare oltre, di non adattarsi al presente ma di immaginarne uno migliore. Mentre in Europa si moltiplicano le crisi — dalla guerra in Ucraina alla disinformazione, dalle sfide migratorie alla crisi climatica — questa generazione sceglie di non arretrare.
Il federalismo, per la GFE, non è un’utopia astratta ma una necessità concreta: l’unica via per dare forza alla democrazia europea e difendere la libertà di cui troppo spesso ci dimentichiamo di essere custodi, una speranza che diventa progetto.
Un’Europa non di riarmo ma di pace e unione
In un mondo che si divide e si arma, il sogno federalista torna ad apparire non come un’illusione, ma come l’unico realismo possibile. Con il congresso 2025 a Pisa la GFE ha dimostrato che la sua non è una battaglia del passato, ma un impegno per il futuro: per un’Europa che parli con una sola voce, che sappia proteggere i suoi cittadini, che non rinunci mai ai propri valori.
In fondo, come hanno mostrato questi giorni di confronto, non serve un nuovo ideale, serve il coraggio di renderlo reale. E forse è proprio questo il senso più profondo del Congresso di Pisa: ricordarci che l’Europa, come ogni grande sogno, sopravvive solo se qualcuno ha la forza di continuare a crederci.
(in copertina svolgimento del congresso GFE foto Pitzoi Arcadu)


